La cultura è l’insieme di conoscenze che formano la personalità e la capacità critica di un individuo, l’insieme di conoscenze proprio di un intero popolo e, infine, l’insieme delle sue credenze e tradizioni. Dentro al concetto di cultura, dunque, c’è anche identità, capacità, espressione di sé come persone e come comunità, progetto, immaginario, memoria del passato e proiezione nel futuro, evoluzione, orgoglio e senso di sé e mille altre cose.

Se tiriamo via la cultura, i popoli e gli individui si riducono al proprio essere fenomeno biologico. Ciò per dimostrare ancora una volta che la cultura è tutto tranne che una faccenda noiosa, inutile, antipatica e che “non si mangia”, anche se spesso, da chi poco la frequenta, viene presentata così. La cultura è quel che noi siamo e saremo, e viceversa.

La cultura cambia. Si evolve. Ma, mentre l’evoluzione darwiniana riguarda la trasmissione di geni (con le loro mutazioni e l’affermarsi degli individui e delle specie più adatte), l’evoluzione culturale riguarda la cosiddetta trasmissione di memi, cioè di informazione trasmessa da un individuo all’altro mediante mezzi comportamentali.

L’etimologia di meme di deve al biologo evoluzionista Richard Dawkins che ha abbreviato la parola "mimeme", che deriva dal la parola greca "mimema" che significa "qualcosa imitato".

 

Il meme è quindi una entità consistente in una informazione riconoscibile dall'intelletto, relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, come, per esempio un libro, ad un'altra mente o supporto.

In termini più specifici, un meme è "un'unità auto-propagantesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica, quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione.

Il concetto ha origine, nell'ambito di una visione biologico-evoluzionista umana, all'interno del libro di Richard Dawkins “Il gene egoista” del 1976, che è basato sulla teoria dell’evoluzione analizzata dal punto di vista del gene anziché da quello dell'individuo. Nel saggio Dawkins espone la sua visione evoluzionista della vita, ma identifica nel gene, anziché nell'individuo o nella specie, il soggetto della selezione naturale. Come lo stesso autore afferma, questa tesi non deve essere considerata un'avversaria della classica teoria dell’evoluzione, ma un punto di vista differente che meglio spiega i processi evolutivi.

La tesi che sostiene Dawkins è che i geni che vengono trasmessi sono solamente quelli le cui conseguenze servono per i loro stessi interessi (continuare ad essere replicati), non necessariamente quelli dell'organismo né tanto meno quelli di un livello ancora più grande.

Questo punto di vista permette di spiegare l’altruismo individuale in natura, in special modo nelle relazioni parentali: quando un individuo sacrifica la propria vita per salvare quella dei parenti, sta agendo negli interessi dei suoi geni. I memi hanno cicli di vita brevi e mutano in modo rapido.

In un articolo del 1993 (guarda l’allegato), il biologo John Tyler Bonnet, considera sia gli animali sia gli esseri umani e ricorda che la differenza più significativa tra l’uomo moderno e quello primitivo è data dalla quantità di memi accumulati nella nostra storia e che continuano tuttora ad accumularsi.

Un calcolando approssimativo del tasso di incremento delle innovazioni in tempi recenti (dal 1300 al 1900), ha dimostrato che si tratta di un incremento esponenziale, pari a un tasso del 25% per secolo, mentre la popolazione aumenta solo del 2,4% per secolo.
 Questo incremento fornisce la misura della straordinaria evoluzione culturale dell’uomo.

Se si considera che l’articolo di John Tyler Bonnet risale al 1993, quindi ad un periodo antecedente la diffusione di internet, si comprende facilmente che negli ultimi vent’anni le dinamiche si sono molto accelerate e il cambiamento quantitativo ha subito un’ulteriore, enorme accelerazione.

Oggi, quindi, è più corretto parlare di internet meme, anche se appare saggio riconoscere che la capacità della rete di diffondere a velocità pazzesca qualunque messaggio è certamente una caratteristica esaltante, ma soltanto con riferimento a quantità e velocità, giacché con riferimento alla qualità la riflessione è piuttosto problematica …

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